Centro di Medicina estetica - dietologia - centro benessere in Sicilia a Palermo


Vai ai contenuti

Cavitazione osmosi ultrasonica inversa

Cosa Facciamo > Trattamento della "cellulite


L'uso degli ultrasuoni in medicina estetica fu proposto per la prima volta nel 1986 ad una frequenza di 3 MHz. Gli ultrasuoni a questa frequenza, esercitano effetti solo sugli strati superficiali del tessuto, non producendo risultati sul grasso sottocutaneo.
Ciò avviene perché quando le onde ultrasonore penetrano attraverso un tessuto biologico, una certa quantità di energia viene "assorbita" dal tessuto stesso provocando la cosiddetta "attenuazione". L'energia ultrasonora assorbita dal tessuto è alla fine convertita in calore.
Il processo di attenuazione aumenta all'aumentare della frequenza. Ecco perché un segnale di 3 MHz (3 MHz = 3000 KHz) penetra meno profondamente di un segnale a 30 kHz. Quindi, alta frequenza = bassa penetrazione; bassa frequenza = alta penetrazione.
Le onde sonore a bassa frequenza, una volta penetrate nelle cellule adipose, generano e sviluppano, nella loro componente liquida, micro bolle di gas, le quali, a causa della pressione esterna alla cellula, implodono, generano un repentino microgetto di acqua che può raggiungere velocità comprese tra 100 e 800 m/sec e di potenza direttamente proporzionale alla dimensione che la micro bolla raggiunge e provocano la disgregazione selettiva delle membrane cellulari circostanti.
Questo fenomeno si definisce "CAVITAZIONE".
Inoltre, ogni micro bolla implodendo produce un punto caldo temporaneo (che può raggiungere una temperatura di circa 5000°) di breve durata (inferiore ad un microsecondo) e localizzato.
La cavità riscaldata viene prontamente estinta dall'ambiente freddo circostante.
Le onde ultrasoniche emesse attraverso un manipolo che viene passato sull'area da trattare, raggiungono una zona focalizzata estremamente selettiva, producendo l'effetto di cavitazione, la successiva rottura meccanica delle membrane cellulari degli adipociti e il rilascio nel liquido interstiziale di trigliceridi che sono rapidamente assorbiti e trasportati attraverso il sistema linfatico e venoso al fegato dove vengono coniugati a formare lipoproteine.
Il trattamento sul grasso localizzato è sicuro, confortevole e efficace nel tempo. Non è invasivo, è indolore, non provoca lesioni della superficie cutanea, non è necessaria alcuna anestesia e consente di riprendere immediatamente la normale attività.
Un ciclo di trattamento prevede di norma, a seconda dell'area da trattare e della struttura del tessuto, da due sino a sei sedute, a distanza di 15-20 giorni una dall'altra. I risultati sono visibili immediatamente: al termine della seduta la misurazione del perimetro dell'area trattata evidenzia una riduzione pari a circa 2 centimetri.
Non si sono evidenziati effetti indesiderati.
In concomitanza al trattamento, allo scopo di consolidare i risultati, risulta utile praticare cicli di sedute di endermologie volta ad accelerare il drenaggio e di pedana vibrante, attività fisica che incrementa la tonificazione dei tessuti e lo smaltimento dei grassi accumulatisi nel fegato.
La cavitazione è sconsigliata in:
- soggetti cardiopatici
- pazienti portatori di pace-maker
- affetti da patologie vascolari attive
- affetti da trombosi e/o tromboflebiti
- affetti da gravi alterazioni del metabolismo dei grassi
- pazienti con gravi malattie del fegato
- pazienti che praticano terapie anticoagulanti
- pazienti trapiantati
- pazienti con insufficienza renale
- donne in stato di gravidanza
- portatori di grandi protesi metalliche.